1.7 million. Wrong compliance focus.
Per Cybersecurity360, la recente sanzione del Garante privacy a Wind Tre per due data breach evidenzia come la compliance all’articolo 32 del GDPR venga ormai valutata anche attraverso la qualità delle misure di cyber security. Secondo CyberSec Italia, gli attaccanti si sono presentati come tecnici dell’assistenza, convincendo gli operatori a concedere l’accesso ai sistemi aziendali, esponendo i dati personali di oltre 365mila clienti. ICT Security Magazine riporta che il Garante per la protezione dei dati personali ha inflitto a Wind Tre una sanzione di 1.715.600 euro, chiudendo l’istruttoria su due violazioni notificate dalla stessa società nel febbraio 2025.
Mentre X reports Y, Z confirms W: la vera questione non è solo la sanzione, ma come la gestione delle credenziali e le API siano diventate il vero parametro di conformità. Come confermato da CyberSec Italia, la resilienza dei sistemi diventa il nuovo standard per la compliance GDPR. Il dato è confermato anche da un’indagine di IBM, che rivela come il 53% delle organizzazioni che hanno subito un data breach abbiano citato la mancanza di misure di sicurezza adeguata come fattore contribuente.
The defensive math: -> Implementare un sistema di gestione delle credenziali robusto, come raccomandato da ICT Security Magazine, per prevenire abusi di accesso -> Effettuare audit regolari delle API, come suggerito da Cybersecurity360, per garantire la sicurezza dei dati -> Sviluppare un piano di formazione per gli operatori, come riportato da CyberSec Italia, per prevenire attacchi di social engineering
Come possiamo assicurarci che le nostre misure di sicurezza siano allineate con i requisiti del GDPR e proteggano i dati dei nostri clienti?