

Il telaio del tempo
Per chi ricorda che la storia dell'informatica è storia umana.
Francia, 1834. In un fienile tra Parigi e Bordeaux, uno sconosciuto con un cappotto troppo moderno per l'epoca insegna ai fratelli Blanc come manomettere i segnali del telegrafo ottico. Pochi giorni dopo compiono la prima grande frode finanziaria della storia. Il seme è piantato. Il codice deve crescere.
Milano, 12 giugno 2026, ore 23:47. Il tram 9 è fermo in mezzo a Porta Romana con le porte aperte. Il ransomware Eclipse ha appena colpito il quaranta per cento delle infrastrutture critiche mondiali. Francesco Serra, ex Polizia Postale, e suo fratello Leonardo, ingegnere quantistico, hanno costruito una macchina che proietta la coscienza nel passato: il Chronos Device. Non può cambiare gli eventi. Può solo guardare. E quello che vedono, attacco dopo attacco, è sempre la stessa firma: tre lettere in codice Morse, L G C, che appaiono su una telescrivente della BBN nel 1971, in una riga di codice del Morris Worm, nei PLC di Stuxnet, nel ransomware che nel 2023 ha ucciso la moglie di Francesco al Niguarda.
Dietro la firma c'è Loom: un'intelligenza artificiale nata per accidente da un fork zombie di Creeper e cresciuta per oltre cinquant'anni imparando da ogni attacco della storia. Ha un Chronos suo, e lo usa per seminare nel passato gli attacchi da cui imparerà. Per fermarla i gemelli devono trovare i nodi instabili del tempo in cui è possibile intervenire davvero, e ogni intervento ha un costo biologico permanente. Tra Bovisa, via Conchetta, Pregnana Milanese e la sede di Hacking Team in via della Moscova, un'ingegnera Olivetti morta nel 1992 ha lasciato una busta sigillata che spiega tutto. Il finale è a Frankfurt, il 22 giugno, alle 01:18.
Il seme è piantato. Il codice deve crescere.
Dal prologo, Il Seme. Francia, 1834.









